"Vladimir Putin non si fermerà.
E sta preparando operazioni contro i Paesi europei". Senza la mimetica di ordinanza ma in completo blu scuro in stile marina, Volodymyr Zelensky è tornato nel cuore dell'Europa in uno dei suoi momenti più difficili. La guerra tra Israele e Iran, con la partecipazione degli Usa e il ruolo che si è ritagliata anche la Russia, ha inevitabilmente offuscato quello che, solo qualche mese fa, sarebbe stato il piatto forte del summit della Nato: la guerra in Ucraina.
Donald Trump vuole chiudere in fretta, la chimica con l'ex comico non è buona, a dir poco, e così Zelensky a L'Aja conta sugli amici europei per farsi notare. Il segretario della Nato Mark Rutte ha fatto in modo che venisse invitato alla cena di gala offerta dai reali d'Olanda, gli ha organizzato due finestre di visibilità nel primo giorno di summit, compreso un punto stampa con la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen e il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa, mentre domani ci sarà un incontro con i leader dell'E5 europeo (ovvero Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Polonia). Ma il presidente ucraino è consapevole che, allo stesso tempo, non può prescindere dal supporto americano, se davvero vuole chiudere la guerra scatenata da Vladimir Putin, che solo nelle ultime ora ha causato almeno 17 morti a Dnipro.






