Mentre il mondo è concentrato sullo scontro tra Iran e Israele, Vladimir Putin rilancia sul conflitto in Ucraina, affermando che le truppe russe avanzano costantemente "su tutta la linea del fronte" e dicendosi pronto ad incontrare Volodymyr Zelensky, ma solo in una fase finale dei negoziati, quando si tratterà di "porre fine" alle ostilità.

E a condizioni vantaggiose per Mosca.

Il presidente russo ha scelto il palco del Forum economico annuale di San Pietroburgo per dare maggiore risonanza alle sue affermazioni, durante un incontro con i rappresentanti di alcune delle più importanti agenzie di stampa internazionali. E ne ha approfittato per lanciare un avvertimento alla Germania. Se Berlino consegnerà i missili Taurus all'Ucraina per colpire in profondità il territorio russo, ciò "causerà gravi danni" alle relazioni russo-tedesche, ha detto il capo del Cremlino, giudicando che comunque "questo non avrà alcun effetto sul corso delle operazioni militari" russe. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha sottolineato che "sono passati esattamente cento giorni da quando l'Ucraina ha accettato incondizionatamente la proposta di pace degli Stati Uniti per un completo cessate il fuoco per porre fine alle violenze e per avviare un vero processo di pace". Un passo che la Russia ha rifiutato, sostenendo che i negoziati possono proseguire anche con i combattimenti in corso per arrivare a una soluzione di pace che comprenda contestualmente la cessazione delle ostilità. Putin ha fatto sapere che solo a quel punto sarebbe disposto ad incontrare Zelensky. Ma "la domanda è chi firmerà" l'accordo, ha aggiunto il capo del Cremlino, tornando a mettere in dubbio la legittimità dell'attuale presidente ucraino, il cui mandato è scaduto nel maggio 2024 senza che si tenessero elezioni a causa della legge marziale.