Il presidente russo Vladimir Putin è tornato a parlare a tutto campo di Ucraina ma anche dell’attuale crisi tra Israele e Iran in un incontro notturno con le agenzie di stampa internazionali. A proposito di quest’ultimo conflitto, il presidente russo ha affermato che Mosca prosegue i suoi contatti con l’Iran, Israele e con il presidente americano Donald Trump, e ritiene che si possa arrivare a una soluzione del conflitto che garantisca gli interessi sia dell’Iran sia di Israele, ribadendo che la Russia vuole mediare per trovare una soluzione della vicenda e affermando di aver già presentato ai propri “partner” le opzioni che a suo parere possono garantire gli interessi iraniani nel settore dell’energia nucleare pacifica e attenuare le preoccupazioni di Israele. Il leader russo ha aggiunge anche che l’Iran non ha chiesto a Mosca assistenza militare.

A proposito del conflitto in Ucraina, invece, Putin si è detto pronto a parlare anche con Volodimir Zelensky ma solo nella fase finale dei negoziati per «porre fine» al conflitto, riferisce l’agenzia Interfax. Il capo del Cremlino mette, però, in dubbio - come sempre, d’altronde - la legittimità del presidente ucraino, il cui mandato è scaduto nel maggio 2024 senza che si tenessero elezioni a causa della legge marziale. Nello stesso tempo, Putin è tornato a definire «parte integrante della Federazione russa» alcune regioni dell’Ucraina invasa dalle truppe del Cremlino. Le parole di Putin, citate dalla Tass, sembrano riferirsi alla Crimea, che la Russia si è di fatto annessa con la forza nel 2014, e alle regioni di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, in parte occupate dai soldati russi. Il leader del Cremlino sostiene inoltre che le forze russe in Ucraina hanno «un vantaggio strategico in tutte le direzioni» e stanno «avanzando lungo l’intera linea di contatto». «Se non riusciremo a raggiungere un accordo pacifico, raggiungeremo i nostri obiettivi militarmente», ha dichiarato ancora Putin.