I droni Shahed iraniani prodotti con componenti occidentali, ecco cosa sono (e di quali Paesi)
In persiano significa «testimone della fede» o «martire», è il mezzo con cui Teheran ha cambiato le modalità della guerra contemporanea
giovedì 5 marzo 2026
Secondo i dati pubblicati dall’Istituto per gli studi sulla sicurezza nazionale israeliano, nei primi quattro giorni di guerra l’Iran ha lanciato verso i Paesi del Golfo 2,5 volte più missili e 20 volte più droni rispetto a quelli sparati contro Israele. E l’arma più efficace si è confermata il drone Shahed-136, che in persiano significa «testimone della fede» o «martire», mezzo con cui Teheran ha cambiato le modalità della guerra contemporanea. Ha colpito l’hotel Burj Al Arab di Dubai, simbolo del turismo globale, Russia e Iran possono produrne decine di migliaia al mese utilizzando componenti occidentali che passano attraverso Paesi intermediari, tra cui gli stessi Emirati Arabi Uniti.
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