Controlli anti-speculazione e aiuti agli automobilisti.

È in queste due direzioni che prende forma il piano del governo per limitare i rincari dei carburanti, a caccia di risorse perché le misure siano incisive.

Il meccanismo delle accise mobili - che destina la maggiore Iva incassata dallo Stato alla riduzione delle accise quando salgono i prezzi della benzina e del diesel - è una possibilità "allo studio", come ha detto la premier Giorgia Meloni. E se servirà più tempo per mettere a punto misure efficaci non è escluso che il Cdm in programma possa anche slittare.

Il nodo è che il beneficio del solo meccanismo delle accise mobili rischia di limitarsi a pochi centesimi se non verrà integrato con altri fondi: le simulazioni indicano un risparmio di 4,7 centesimi al litro sulla benzina e di 7,5 centesimi sul diesel, nell'ipotesi di una quotazione del petrolio Brent a 105 dollari al barile. Di qui la volontà dell'esecutivo di trovare risorse aggiuntive.

Così potrebbe non arrivare domani in consiglio dei ministri l'atteso provvedimento salva-automobilisti. C'è l'ipotesi che la norma possa essere inserita in un nuovo decreto legge. Un'altra possibilità è quella di intervenire sulla legge di conversione del decreto bollette, all'esame della Camera, come chiede anche un emendamento della Lega. Il partito di Salvini si unisce a chi - dal Pd alle associazioni dei consumatori - chiede di attivare il meccanismo delle accise mobili. I dem propongono inoltre di estendere lo stesso sistema anche al gas.