Esclusa al momento una sforbiciata alle accise sui carburanti con il meccanismo 'mobile', il governo è al lavoro per fronteggiare la fiammata dei prezzi con rincari estesi in tutti i settori: dai trasporti ai negozi.

Dagli autisti agli artigiani, dall'agricoltura alla pesca. Categorie che in coro, come nei giorni scorsi, lanciano anche oggi l'allarme: interventi subito o chiudiamo. In attesa di novità internazionali (due petroliere indiane avrebbero superato Hormuz) e chiarite le posizioni sul petrolio russo al centro della polemica politica, l'esecutivo al momento sta lavorando su diverse ipotesi, come conferma il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini. Sul piatto ci sono le accise mobili ma, diceva la premier Giorgia Meloni pochi giorni fa, l'intervento avrebbe un impatto limitato sui cittadini. Si parla anche del blocco automatico dei prezzi dei carburanti se dovessero superare una certa media o di porre un tetto antispeculazione ai prezzi. Sul dossier - dice sempre Salvini - ci stanno lavorando il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti e quello delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.

Salvini e Giorgetti intanto incontreranno mercoledì prossimo i rappresentanti delle compagnie petrolifere. "Dopo due settimane ancora nessuna decisione", incalza il Pd. C'è anche attesa per una linea comune europea che potrebbe emergere dal G7 energia di lunedì prossimo. Questo mentre c'è il serissimo rischio che, tornato il freddo, possa esplodere nuovamente il prezzo del gas. Imprese e cittadini intanto sono alle prese con le fiammate dei prezzi e le lamentele si moltiplicano. Con un'ipotesi pesante all'orizzonte: le banche centrali (questa settimana si riuniscono Fed e Bce) potrebbero decidere una stretta monetaria per contenere l'inflazione. Tradotto: mutui e prestiti più cari e impennata del costo del debito pubblico.