Perde quota l'ipotesi di un taglio sulle accise mentre il monitoraggio, che rimane strettissimo sui prezzi dei carburanti, viene esteso anche all'approvvigionamento di materie prime critiche.
Anche se servirà ancora tempo per gli interventi a sostegno di famiglie e imprese sembra questa la strada intrapresa e sale così il pressing delle categorie verso il governo: le azioni dell'esecutivo, ha comunque spiegato il ministro delle Imprese Adolfo Urso che ha riunito di nuovo la commissione allerta rapida del Mimit, saranno concentrate sul sostegno ai ceti meno abbienti e sul contrasto dell'impatto inflattivo dei costi dell'autotrasporto. Urso ha messo una pesante ipoteca sull'ipotesi di un taglio delle accise ricordando che la riduzione decisa dal governo Draghi nel 2022 - 30,5 centesimi al litro, Iva inclusa - è stata "inefficace e troppo costosa", perché sottraeva alle casse dello Stato quasi un miliardo di euro al mese, secondo i calcoli dell'Ufficio Parlamentare di bilancio portava benefici soprattutto ai ceti più benestanti e non era riuscita ad arrestare la spirale inflattiva.
L'impatto del caro-trasporti sul carrello della spesa inizia a vedersi, secondo la rilevazione del Car - Centro Agroalimentare Roma, soprattutto sull'ortofrutta siciliana: i prezzi dei pomodori a grappolo sono balzati da 1,40 euro al chilo a 2,30, mentre i ciliegini hanno toccato i 2,40 euro al chilo. Le zucchine scure sono salite a 1,30 euro al chilo e i peperoni hanno raggiunto i 3 euro. Anche i prezzi dei carburanti continuano a salire e, rispetto a fine febbraio, la benzina è più cara in media di 15,3 centesimi al litro e il diesel di 32,2 centesimi secondo i dati del ministero delle Imprese presentati durante il nuovo incontro della Commissione di allerta rapida al Mimit. La riunione è stata insoddisfacente per le associazioni di categoria, così come per i sindacati e per il movimento consumeristico: tutti chiedono al governo di intervenire al più presto.








