Niente accise mobili, niente piano casa, niente decreto fiscale. Il Consiglio dei ministri ha disatteso le aspettative. Anche se, non è esclusa una nuova riunione del cdm nel corso della settimana, forse già venerdì, nella quale potrebbe essere esaminato un intervento specifico sui carburanti.
Si accelera la corsa contro il tempo per garantire la sicurezza dello stretto di Hormuz e contenere le ripercussioni sull’economia globale, mentre l’Iran tiene sotto scacco l’area.
È in questo contesto che si inserisce il coordinamento tra l’Italia, il Regno Unito e la Germania. Il governo britannico ha reso noto che il premier Keir Starmer, nella serata di lunedì, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e con il cancelliere tedesco, Friedrich Merz. I tre leader, come si legge nel comunicato, «discutendo dello Stretto di Hormuz, hanno concordato sull’importanza vitale della libertà di navigazione per le navi in queste acque» e di «collaborare strettamente nei prossimi giorni per far fronte alle minacce iraniane». A tal riguardo, un portavoce di Downing street ha poi specificato: «Il Regno Unito sta collaborando con i nostri alleati su una serie di opzioni per supportare la navigazione commerciale attraverso lo Stretto». A destare stupore è l’assenza del presidente francese, Emmanuel Macron, nella telefonata. Anche perché aveva dichiarato di essere al lavoro con i partner per «una missione puramente difensiva» per riaprire lo Stretto di Hormuz e scortare le navi.













