L’applicazione del meccanismo delle accise mobili per ridurre la fiammata dei prezzi di benzina e gasolio dopo lo scoppio della crisi in Medio Oriente «dipende necessariamente dal verificarsi di tutte le condizioni economico‑finanziarie previste, in mancanza delle quali le stesse non possono operare». Nel frattempo sia lo scenario che le criticità per l’applicazione sono oggetto di «vigile attenzione da parte del Governo, che monitora costantemente l’evoluzione della situazione». La risposta è arrivata dal ministero dell’Economia con la sottosegretaria Lucia Albano a un question time in commissione Finanze alla Camera presentato dal Movimento 5 Stelle (prima firmataria Enrica Alifano). Una risposta arrivata poco dopo che la premier Giorgia Meloni aveva spiegato al Senato che «il meccanismo si attiva quando l’aumento diventa strutturale, quando l’impatto sui cittadini diventa un impatto reale».

I rincari dei prezzi dei carburanti

Il tema posto nel question time al ministero è se ritenesse «sussistenti i presupposti per l’adozione immediata del decreto di riduzione delle accise sul prezzo dei carburanti e se non ritenga improrogabile adottare iniziative normative contestualmente con tempestività per rimuovere le criticità del meccanismo introdotte nel 2023, adottando parametri di valutazione più sensibili e rappresentativi delle reali oscillazioni dei prezzi al distributore, al fine di rendere immediatamente disponibili le risorse derivanti dall’extra gettito Iva per il taglio delle accise di almeno 15 centesimi al litro, scongiurando altresì la ripartenza della spirale inflazionistica».