La guerra in Medio Oriente che ha appena superato la soglia di una settimana e il mondo dell'energia si è mosso con una rapidità che non lascia indifferenti i consumatori.
Le quotazioni del petrolio hanno registrato un balzo significativo, e questo si è tradotto quasi immediatamente in rincari ai distributori di carburanti. Secondo i dati dei principali siti specializzati, la benzina ha visto un aumento medio di 7 centesimi al litro, mentre il diesel ha toccato i 10 centesimi. In un lampo.
Così non è passato molto tempo prima che emergessero le prime accuse di speculazione, spesso alimentate dalle stesse voci governative, accompagnate dalle inevitabili polemiche su come un'impennata nelle quotazioni internazionali possa propagarsi così velocemente fino al prezzo finale pagato dall'automobilista.
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È un fenomeno che i consumatori conoscono fin troppo bene, e che genera una frustrazione palpabile. Quando il prezzo del greggio sale, i distributori adeguano i listini con una prontezza che stupisce; al contrario, quando le quotazioni calano, il beneficio arriva con un ritardo che sembra calcolato. In economia, questo si definisce trasmissione asimmetrica dei prezzi, ma una metafora ne cattura l'essenza in modo più vivido: il "razzo e piuma".















