Gentile direttore, ho una domanda che vorrei condividere con i lettori, sperando in tal modo di avere una risposta. Sembra che la guerra scatenata da Usa ed Israele contro l'Iran ci abbia coinvolti, anche se non militarmente (almeno per il momento). Nella serata del 2 marzo tutte le tv hanno riferito che la conseguenza diretta di questo conflitto, non di breve durata ma con tante vittime innocenti, sarà l'aumento del gas e del petrolio. Ebbene nella prima mattinata del 3 la maggior parte dei distributori di carburante aveva già aumentato il prezzo del carburate (gasolio) da un minimo di 10 centesimi a quasi 30 centesimi. La mia domanda è: perchè rincarare il prezzo del gasolio se il carburante erogato contenuto nelle cisterne è quello della sera prima? I depositi di combustibile sono pieni di benzina/gasolio e questi ultimi, sono stati acquistati dalle società quando ancora la guerra non c'era. Quindi?

Lettera firmata

La risposta del direttore del Gazzettino Roberto Papetti

Caro lettore, è purtroppo una vecchia storia che gli economisti hanno definito come "effetto razzo-piuma": i prezzi dei carburanti quando aumentano lo fanno alla velocità dei razzi, quando scendono a quella della piuma. Perché accade? Essenzialmente per tre motivi.