PADOVA - L’impennata, rapida e improvvisa, è arrivata tra martedì e mercoledì quando il riverbero della guerra scoppiata in Iran ha avuto ripercussioni sul prezzo del petrolio e quindi della benzina, facendo tornare il costo al litro ben oltre quel 1,6 euro che a inizio anno – con il taglio di alcune accise sui carburanti – aveva rappresentato una boccata d’ossigeno per gli automobilisti. E per evitare che il balzo verso l’alto dei prezzi sia l’occasione per truffare Stato e consumatori, nei giorni scorsi sono cominciati anche a Padova i controlli della guardia di finanza alle pompe di benzina e nei depositi di gasolio.
Accertamenti che si inseriscono nel solco di quanto sta accadendo in tutta Italia, come si legge in una nota diffusa dal Comando generale della guardia di finanza nella quale si spiega che «alla luce delle significative tensioni sui prezzi dei prodotti energetici registrati negli ultimi giorni, connesse all’acuirsi della crisi geopolitica nell’area mediorientale» le fiamme gialle «su indicazione del ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha rafforzato il presidio di legalità lungo l’intera filiera dei carburanti». Gli interventi saranno finalizzati, da un lato, a verificare l’osservanza delle norme in materia di trasparenza e pubblicità dei prezzi al consumo. Dall’altro, ad analizzare l’andamento dei valori di mercato dei prodotti energetici, in tutte le fasi di commercializzazione, anche allo scopo di far emergere eventuali accordi anticoncorrenziali.















