"L'Italia non è parte del conflitto, non intende essere parte del conflitto. Noi ci stiamo limitando a rafforzare la nostra presenza nei Paesi del Golfo che sono stati attaccati dall'Iran con missili, con droni, ma solo a scopo difensivo. Una decisione che nasce dal bisogno che noi abbiamo di proteggere le decine di migliaia di italiani che sono presenti nell'area, oltre che i nostri contingenti militari". Lo ha ripetuto Giorgia Meloni nell'intervista a Mario Giordano in onda a Fuori dal Coro. "Noi abbiamo circa duemila soldati dislocati in quella regione - ha aggiunto la premier -. Dopodiché quelle sono anche nazioni con le quali noi abbiamo sicuramente ottimi rapporti, ma che sono anche vitali per i nostri interessi energetici. Però non intendiamo entrare in guerra e non ci entreremo".
Nonostante questo "l'Italia rischia comunque di essere coinvolta soprattutto dalle conseguenze del conflitto, sia sul piano della sicurezza interna soprattutto, sia ovviamente sul piano economico. Non ci sono particolari allarmi in questo momento, ma sicuramente noi a scopo di prevenzione siamo mobilitatissimi: sia il Comitato Antiterrorismo, sia il Comitato Nazionale Difesa e Sicurezza sono praticamente convocati a oltranza e si riuniscono continuamente, perché in ogni caso su queste cose è sempre meglio prevenire".











