Le donne lavorano di più rispetto al passato, ma rimane il gap rispetto agli uomini. E ad esserne maggiormente colpite sono le più giovani; solo il 10% delle startup in tutto il Piemonte è femminile.

L'assessora regionale di FdI Elena Chiorino festeggia: nel terzo trimestre del 2025 il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 63,6%. Il dato è in crescita rispetto al 62,7% dello stesso periodo dell'anno prima, ancora meglio se si guarda al 2018 (58,9%). Questi numeri collocano il Piemonte ben al di sopra la media italiana e leggermente meglio rispetto a quella del Nord, superando la Lombardia, ma rimanendo sotto all'Emilia-Romagna e al Friuli Venezia Giulia. Scende leggermente il tasso di inattività, aumentano le assunzioni e su 681 business plan presentati in seno al programma regionale Mip, che aiuta a mettersi in proprio, 411 sono stati di donne. «I dati ci consegnano un Piemonte che cresce e che dimostra come, quando si fanno scelte chiare e si investe davvero sul lavoro, i risultati arrivano. Il lavoro femminile non può essere rilegato a una questione simbolica», dichiara Chiorino.

Le donne tra lavoro, famiglia e servizi insufficienti

Ma dietro le luci, ci sono le ombre. Quelle delle donne che non trovano un impiego, o che nemmeno lo cercano perché non hanno trovato un posto nell'asilo nido pubblico, non hanno l'aiuto dei nonni e devono occuparsi dei figli. Se hanno un compagno dell'altro sesso, lui mediamente un lavoro ce l'ha già e, comunque, guadagnerebbe di più.