Prosegue la sfida muscolare a due settimane dal referendum sulla giustizia.

Dopo l'affondo di Giorgia Meloni sul caso della famiglia nel bosco, le toghe restano al centro del mirino dell'esecutivo. Ed è il ministro dell'Interno a sferrare l'attacco, ancora una volta su una singola vicenda, quella dei Cpr in Albania. Alcuni "magistrati ideologizzati", afferma Matteo Piantedosi, mettono a rischio il lavoro del governo sull'immigrazione. Affermazioni che suscitano l'ira del fronte avverso, mentre l'esecutivo sfodera un nuovo colpo e 'arruola' la Cisl nella campagna per il sì.

La mossa arriva all'incontro organizzato a Lecce dal comitato 'Sì Riforma'. In prima fila siede la segretaria generale Daniela Fumarola ed è proprio Alfredo Mantovano a sottolineare la sua presenza. Nell'apertura del suo intervento, il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio - in campo da giorni nella battaglia referendaria - si rivolge direttamente alla sindacalista Cisl ringraziandola non solo per la sua partecipazione, ma anche per "coniugare forza, decisione e senso delle istituzioni". Fumarola, a margine, puntualizza: "sono qui solo per ascoltare, non diamo indicazioni di voto". Ma questo è già la sua seconda presenza a un evento per il sì, dopo quello alla Fondazione Einaudi. Dal palco pugliese, nel frattempo, il sottosegretario torna a difendere la riforma. "L'appartenenza correntizia - incalza - non sarà più la copertura assicurativa per negligenze e inadempienze" dei magistrati. Nuova punzecchiatura, che si aggiunge a quella diretta al fronte del no, accusato di usare "toni apocalittici" sull'appuntamento referendario. La crisi nel Golfo "forse contribuisce a ridimensionare una questione che è estremamente importante per le sorti dell'Italia, ma che non è la fine del mondo", precisa Mantovano. Che richiama il cosiddetto 'effetto guerra' nella campagna referendaria.