Il clima resta incandescente. Dopo il video-comizio di 13 minuti della premier Giorgia Meloni a favore del sì al referendum, ieri è scoppiato un nuovo caso Bartolozzi. Sono spuntati video con le esternazioni choc della capa di gabinetto di via Arenula. Che, indagata a Roma per il caso Almasri, in un dibattito tv, spara: “Il penale uccide le persone. Ho un’inchiesta in corso, io scapperò da questo Paese”. E addirittura: “Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura, che è pilota... sono plotoni di esecuzione”.

Una “frase infelice”, commenta oggi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, “la cosa importante adesso è esaminare il merito della riforma, che è l'oggetto del referendum”, dice ospite della trasmissione Ping Pong, su Rai Radio1. Per il ministro della Giustizia Carlo Nordio, “Bartolozzi non deve dimettersi” perché “ha chiarito il suo punto di vista, che non si riferiva assolutamente a tutta la magistratura, ma soltanto a quella piccola parte minoritaria, che ha definito politicizzata. Sicuramente, come ho già detto, sono certo che si chiuderà con un'espressione che può essere stata interpretata in modo improprio, ma che, conoscendola anche come magistrato, non rappresenta certamente il suo pensiero", prova a giustificare il Guardasigilli da Torino. “Caso chiuso” per FdI. “Le parole di Bartolozzi sono state volutamente esagerate e travisate, perché nel trascurare un 'che' cambia la frase – commenta il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli – Lei si riferiva alla magistratura 'che è un plotone di esecuzione', quindi si riferiva a quella parte che agisce come un plotone di esecuzione. Seguendo anche i minuti precedenti era evidente”.