Roma, 10 mar. (askanews) – Le parole di Giusi Bartolozzi sui magistrati come “plotone d’esecuzione” continuano a infiammare la campagna referendaria. L’opposizione chiede le dimissioni della capo di gabinetto del ministero della Giustizia ma sia il Guardasigilli che Fdi concordano che le dichiarazioni della collaboratrice di Nordio, pronunciate durante un talk nell’emittente siciliana TeleColor, siano state “enfatizzate”, “ingigantite”. Da Palazzo Chigi trapela ancora l’irritazione della premier Giorgia Meloni e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano definisce l’uscita “infelice”. Ma, nel silenzio degli alleati di Fi e Lega, nessuna richiesta di passo indietro arriva dall’esecutivo né dalla maggioranza.
“La stessa dottoressa Bartolozzi ha chiarito il suo punto di vista: non si riferiva assolutamente a tutta la magistratura ma solamente a quella piccola parte minoritaria che ha definito politicizzata. Sono certo che si scuserà”, spiega Nordio a margine di un incontro sul referendum della giustizia promosso a Milano da Noi Moderati. Ma a sera non c’è traccia delle scuse della collaboratrice del guardasigilli. Non si fa mistero, nell’esecutivo, sul fatto che la bufera scatenata ieri dal video di Bartolozzi rischi di vanificare gli sforzi che anche la premier Meloni sta facendo nella campagna per il sì: ieri con un video di tredici minuti sui social, giovedì a Milano all’evento organizzato dal partito al Teatro Parenti. Nonché la “mobilitazione straordinaria” chiesta da Tajani a Forza Italia per la vittoria del sì alla riforma che rappresenta una storica battaglia del partito fondato da Silvio Berlusconi.










