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9 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 22:21
“Mi dispiace per le parole usate dal mio capo di gabinetto. Anche se pronunciate nel contesto di un confronto televisivo lungo e acceso, quell’affermazione è apparsa un attacco all’intera magistratura“. È sera quando il ministro della Giustizia Carlo Nordio interviene per provare a chiudere il caso scatenato dalle parole pronunciate in tv da Giusi Bartolozzi, la sua capa di gabinetto, parlando del referendum sulla riforma della giustizia: “Votate sì e ci togliamo di mezzo la magistratura che sono plotoni di esecuzione“.
In una nota, il guardasigilli prende le distanze dai toni usati dalla sua più stretta collaboratrice. E di fatto le impone di chiedere scusa: dopo aver scritto che “la riforma non indebolisce in alcun modo la magistratura né intende attaccare i magistrati, bensì punta a restituire loro prestigio e autorevolezza”, aggiunge che Bartolozzi “ha già chiarito che si riferiva a una piccola parte di giudici politicizzati e sicuramente non avrà alcuna difficoltà a scusarsi per parole che sono certo non rispecchiano il suo pensiero e la stima che ha della magistratura, di cui, tra l’altro lei stessa fa parte”.











