Un’esternazione, dunque, che non manca di scatenare più di un semplice dibattito. Non tarda ad arrivare, infatti, la replica del ministro della Giustizia, Carlo Nordio. «Mi duole - spiega in un video messaggio - che un magistrato investito di così alte funzioni continui a equivocare sulle parole che non sono frutto del mio convincimento, ma sono state da me riferite come pronunciate da un altro magistrato». L’esponente del governo, rispetto alle accuse, ricorda come sia entrato in magistratura nel 1976 e la sua prima inchiesta sia stata proprio sulle Br. «Ho lavorato - sottolinea - con Giancarlo Caselli. Essendo stato con lui trovato nelle liste che venivano trovate nei covi dei terroristi, vi pare possibile che possa avere in mente di sottoporre la magistratura giudicante e requirente al potere esecutivo?».</CW>