«Repetita iuvant». Soprattutto se le parole da proferire “fanno rima” con quelle di Giorgia Meloni. E vengono proferite dal Guardasigilli in persona: «Vi prego, non sia la magistratura a pensare che un magistrato, un ex magistrato che si sente ancora magistrato, li voglia umiliare».

Carlo Nordio parla alla platea di avvocati e toghe riuniti per l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Consiglio nazionale forense qualche ora dopo il discorso da Milano della premier. E dopo quel «nessuno ha in mente di liberarsi della magistratura», apparso come una stoccata alla Capo di gabinetto del ministero della Giustizia dopo il suo sfogo in tv contro i «plotoni di esecuzione» delle toghe da cui liberarsi. Questa volta, però, Giusi Bartolozzi ascolta in diretta, seduta in seconda fila. La presenza alla cerimonia, prima prevista, poi messa in forse e solo alla fine confermata è la riprova che, almeno dalle parti di via Arenula, nessuno ha intenzione di mettere in discussione la “poltrona” della dirigente. Che, tuttavia, sembra intenzionata a un cambio di registro: approccio “low profile” e zero dichiarazioni alla stampa. «Un commento alle parole della Meloni?», tenta di chiederle qualcuno. Silenzio e via, verso la Sala Sinopoli dell’Auditorium Parco della Musica, dove si tiene l’evento.