«Il ministro della Giustizia parla oggi della possibilità di rinunciare al suo potere disciplinare nei confronti dei magistrati in caso di loro colpa grave. Parlo a titolo personale, ma sono ragionevolmente certo di rappresentare la posizione della stragrande maggioranza di chi fa il mio lavoro: non abbiamo mai chiesto niente del genere, né lo desideriamo».

Con queste parole il procuratore di Palermo, Maurizio de Lucia, replica all’intervista al Sole 24 Ore del ministro della Giustizia Carlo Nordio sul tema del potere disciplinare sui magistrati.

Nordio e il potere disciplinare sui magistrati

Nell’intervista a Il Sole 24 Ore, Nordio ha spiegato che, per quanto lo riguarda, l’iniziativa disciplinare nei confronti dei magistrati dovrebbe essere sottratta al ministro della Giustizia e affidata soltanto al procuratore generale della Cassazione. Secondo il Guardasigilli, in un ambito così delicato l’intervento del ministro deve restare molto limitato, così da evitare ogni sospetto di interferenza politica e tutelare l’indipendenza della magistratura.

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