Egregio direttore, il partito del No al referendum sulla Giustizia, ingaggia per la sua propaganda anche personaggi dello spettacolo. L'ultimo è il comico Giovanni del famoso trio Aldo Giovanni e Giacomo, che nel suo sketch propagandistico, oltre a dire delle cose non vere, come la scelta da parte del Governo dell'elenco di nominativi fra cui poi effettuare il sorteggio dei componenti laici del Csm, scelta che spetta invece al Parlamento, dice di voler scegliere gli attori per il loro prossimo film, con sorteggio da un'urna in cui i nomi sono stati inseriti a caso, poi visti i risultati dei provini, sentenzia che "sorteggiando a chi far fare l'attore non si può fare un film".

Non ci vuole una laurea per capirlo, però Giovanni volutamente omette di dire è che il sorteggio per i membri del Csm non avviene pescandoli tra la gente che passa per strada, ma fra magistrati che quotidianamente sono chiamati a decidere sul destino e la vita delle persone, compito ben più gravoso rispetto a quello di occuparsi delle carriere dei magistrati (che compete al Csm).

Io penso sarebbe meglio che i comici, così come molti cantanti o attori che si sentono dei "predicatori", facessero il loro mestiere anziché cimentarsi nella propaganda politica in cui rischiano di fare delle magre figure, come in questo caso. Lei che ne pensa?