Si sono aperti con una celebrazione del genio italiano, si chiudono con un trionfo sportivo e organizzativo. I Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina hanno ricordato a noi tutti di cosa siamo capaci quando siamo concentrati sul risultato. Non dovevamo semplicemente organizzare bene i Giochi, dovevamo lasciare al mondo un’emozione, la voglia di scoprire l’Italia. Ci siamo riusciti, perché non ci siamo fatti distrarre dal partito dei peggioristi, dai tentativi di sabotare la manifestazione, con la rissa politica, con la provocazione anti-italiana, soprattutto con l’idiozia.

Sì, ci hanno provato. E hanno fallito. Perché erano privi di idee e con l’odio e il rancore non si va da nessuna parte. La cifra politica dei Giochi è la loro azzeccata misura, la scelta del governo Meloni e di tutte le istituzioni di far parlare lo sport, fare un passo indietro per lanciarsi in avanti, è stata una prova di maturità e di equilibrio. La leggerezza e la gioia sono le note che hanno accompagnato i Giochi, lo stile della vita italiana ha contagiato tutti, a cominciare dai protagonisti delle gare, gli atleti. I Giochi sono un investimento, un moltiplicatore del messaggio che è arrivato forte e chiaro.