Milano‑Cortina 2026 consegna all’Italia una fotografia chiara: l’edizione invernale ha funzionato, sotto il profilo organizzativo e commerciale, più di quanto previsto. Ma lascia aperto – come sempre negli eventi a cinque cerchi – il grande interrogativo sulla legacy strutturale ed economica per i territori coinvolti.

Se il record di medaglie azzurre ha alimentato una partecipazione popolare mai così ampia, la macchina organizzativa della Fondazione guidata dal Ceo Andrea Varnier e presieduta da Giovanni Malagò ha macinato numeri che, per gli standard dei Giochi invernali, difficilmente trovano paragoni.

Biglietti e fan village

«Abbiamo raggiunto un milione e 300mila biglietti venduti, circa l’80% della capacità complessiva, un numero più alto delle nostre aspettative», ha infatti evidenziato Varnier nella conferenza stampa di chiusura, spiegando come la domanda sia esplosa soprattutto nell’ultima settimana, con 68mila biglietti venduti nella sola giornata di ieri.

Il tasso medio di esaurimento dei ticket e di occupazione degli spalti si è attestato all’88%, con punte del 100% nelle due sessioni di sci alpinismo, debutto olimpico che ha fatto registrare il tutto esaurito. Bene anche il pattinaggio di velocità e lo short track (95%), e poco sotto – al 93% – pattinaggio di figura e hockey.