Due giorni ancora, poi gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sui Giochi di Milano Cortina 2026 e sull'Italia.

Il countdown per l'inizio delle Olimpiadi invernali sta per chiudersi, la cerimonia di apertura allo stadio San Siro segnerà l'avvio olimpico.

Un evento che rappresenta non solo il respiro profondo prima del rettilineo finale, come sottolineato dal numero 1 della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, ma anche come dice il ministro per lo sport, Andre Abodi, "il battito del cuore. Perché non c'è soltanto l'impegno ma ci sono i sentimenti, c'è la passione, c'è questa lunga attesa operosa di un lavoro durato anni che si consacra. Siamo pronti; noi nelle retrovie, perché al centro dello spettacolo ci sono gli atleti e le atlete così come gli spettatori, quelli che comunque saranno presenti".

Le Olimpiadi, ha ricordato Abodi intervenendo a RTL 102.5, vedranno coinvolti "due milioni di spettatori come minimo nei luoghi di gara, a partire proprio da San Siro, e più di due miliardi di telespettatori da tutto il mondo". Una cerimonia d'apertura, quella che si terrà nell'impianto milanese, che sarà uno "spettacolo universale con il linguaggio che soltanto lo sport riesce ad esprimere, di rappresentazione del meglio, che dobbiamo cercare di portare nei giorni normali. Ci sarà la rappresentazione di tutto il valore della storia, della cultura, dell'arte, dell'ingegno di uomini e donne che hanno lasciato il segno, non soltanto in Italia, ma nel mondo. Cercheremo di prendere spunto da quello che rappresentiamo a livello mondiale", prosegue Abodi. E nella quale non ci sarà spazio per nessun tipo di polemica, da quella sulla partecipazione di Ghali che "canterà, dirà le cose che concorderà con gli organizzatori" su un palco "universale" che "non è il palco di un concerto qualunque ma di una rappresentazione che ha delle regole e verranno rispettate non soltanto da Ghali, ma da tutti".