CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) - L’ultimo spettacolo di musica è andato in scena alle 22.03, sulle note di "Olympia" di Roberto Cacciapaglia, dopodiché alle 22.30 il braciere in piazza Dibona è stato spento. Ma nella Conca d’Ampezzo il sipario su Milano Cortina 2026 era calato ancora in mattinata, con il duplice bilancio da un lato del Coni e dall'altro della Fondazione. «È un'Italia da 30 e lode», ha tirato le somme delle medaglie Luciano Buonfiglio, numero uno del Comitato olimpico nazionale. «I primi Giochi diffusi sono stati un modello di cui siamo stati orgogliosi pionieri e che ha funzionato dal punto di vista operativo», ha rivendicato Andrea Varnier, amministratore delegato dell'ente organizzatore. Giovanni Malagò, presidente prima dell'uno e poi dell'altro, per la possibile candidatura alle Olimpiadi Estive del 2036 o 2040 è però sembrato disposto a scommettere più su Roma che su Venezia: «Ha un doppio vantaggio, la storia e lo stadio».
Pareva fatta anche dieci anni fa per Roma 2024, poi la storia ha preso un’altra piega, deviando il corso olimpico su Milano Cortina 2026. Dunque sarà tutto da (ri)vedere e, in attesa delle Paralimpiadi che il 6 marzo riaccenderanno il sacro fuoco anche sulle Dolomiti, ieri è stato il giorno dei numeri. Citando l’incoraggiamento del presidente Sergio Mattarella, fin dal discorso di fine anno e di nuovo nella visita ampezzana, Buonfiglio ha celebrato l’orgoglio azzurro, nel videocollegamento fra le tre Casa Italia di Milano, Cortina e Livigno che hanno registrato 120.000 presenze: «Abbiamo risposto presente con questa Olimpiade diffusa, con 103 uomini e 93 donne, con 10 ori, 6 argenti e 14 bronzi. Con l'Olimpiade di Milano Cortina anche noi contribuiamo ad arricchire la storia della nostra Repubblica». Un’edizione «delle prime volte», ha evidenziato il vertice del Coni: dai quattro portabandiera, «e tutti hanno vinto medaglie»; al record assoluto di premi in denaro pari a 6.570.000 euro per gli atleti, «e non ci saremmo mai stancati di erogarne altri».










