Egregio direttore,

in attesa delle Paralimpiadi possiamo già tracciare un bilancio serio di Milano Cortina 2026, soprattutto alla luce di alcuni pregiudizi che hanno caratterizzato la vigilia e che sono stati spazzati via dai fatti che tutto il mondo ha saputo verificare.

Quindici mesi fa i titoli di alcuni media parlavano di sprechi, azzardi, catastrofi annunciate.

La pista da bob di Cortina era diventata il simbolo di un presunto fallimento annunciato, e invece la realtà racconta di ori, sfide emozionanti, applausi e lacrime, con quasi 10mila alberi in più. Abbiamo sentito l’abbraccio degli atleti: “La pista più bella del mondo”. Già prenotata per eventi sportivi nei prossimi anni e a disposizione di turisti e residenti.

Il Cortina Sliding Centre “Eugenio Monti” non è soltanto un’infrastruttura. È la dimostrazione che quando l’Italia decide di fare, sa fare bene. Inserita con rispetto nel contesto straordinario di Cortina, la pista dialoga con la montagna, non la aggredisce.