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17 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 7:51

Sarebbe semplice, adesso, scrivere che l’avevamo detto e previsto. Dopo i fasti delle Olimpiadi Milano Cortina 2026, dopo le medaglie, gli inni, gli elogi autocelebrativi dell’inventiva e creatività italiana, arrivano le indagini e la prima conta dei danni. Si tratta ancora di avvisaglie, ma indicative di ciò che ci attende nei prossimi anni. Non si spendono 7 miliardi di euro (due per l’organizzazione e cinque per le opere infrastrutturali connesse) pensando che tutto fili liscio. Infatti, fin dalla fase di preparazione erano emerse tali e tante criticità che avrebbero dovuto rendere più cauti e meno trionfalistici i responsabili del grande spettacolo di neve e sport.

Prendiamo la nuova pista da bob costruita a Cortina, con una spesa totale di 133,5 milioni di euro. Sarà un impianto costosissimo per quanto riguarda la sola manutenzione, prima ancora di considerare le spese di gestione. Quanto fosse fondata questa preoccupazione lo si capisce scorrendo le 112 fotografie che sono state scattate il 25 febbraio scorso, tre giorni dopo la chiusura dei Giochi. L’ingegnere Michele Titton, direttore dei lavori per conto di Simico, ha passato metro per metro l’impianto documentando i danni, i malfunzionamenti, le rotture che si sono verificate dopo soltanto una dozzina di giorni di gare. L’entità non è stata quantificata, ma i tecnici ci stanno lavorando. Simico ha smentito che si tratti di un milione di euro, come scritto da alcuni giornali, ma sicuramente non basteranno poche migliaia di euro per rimettere tutto in ordine.