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15 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 21:13
L’ultimo monitoraggio civico di Open Olympics, la rete che vigila sulle spese e gli appalti di Milano Cortina 2026, emette un verdetto molto negativo sulla fase di avvicinamento alla kermesse sportiva che sarà inaugurata tra meno di due mesi. Sul fronte infrastrutturale le opere per oltre quattro miliardi di euro sono in ritardo, i costi crescono continuamente, mentre i cronoprogrammi subiscono un progressivo slittamento man mano che ci si avvicina all’accensione del braciere, prevista per il 6 febbraio nello stadio di San Siro. Sul versante di Fondazione Milano Cortina 2026, il comitato organizzatore del grande evento, permane inoltre l’opacità sulla natura e quantità delle spese, che sono destinate a raggiungere i due miliardi di euro, con un generoso contributo di finanziamenti pubblici.
Il documento è stato redatto da “Libera – Associazioni nomi e numeri contro le mafie”, fondata da don Luigi Ciotti, ma ha alle spalle il lavoro delle principali associazioni ambientaliste italiane. Riguarda 98 opere indicate nel sito di Società infrastrutture Simico, con un investimento di tre miliardi e mezzo, di cui 31 (solo il 13%) dedicate a impianti sportivi per i Giochi e 67 (l’87%) destinate alla cosiddetta legacy, “soprattutto interventi stradali o ferroviari” (45 su 67), che vengono pagate con i soldi dei contribuenti. “Per ogni euro destinato alle opere indispensabili ai Giochi, se ne spendono 6,6 per opere di legacy. La spesa si concentra principalmente in due territori: Veneto e Lombardia sfiorano ciascuno 1,5 miliardi di euro” scrive Open Olympics.








