Egregio direttore, i proclami entusiastici sul successo dei giochi andrebbero verificati diversamente. Affermare che "è stato un successo, lo hanno detto tutti" francamente è risibile: tutti chi? Non sono disponibili i conti, passati e soprattutto futuri, e non solo economici ma per esempio sulla tanto esaltata sostenibilità futura degli impianti.
Considerata poi l'arcinota faziosità dei media, pronti a salire sul carro, vien da pensare a pura propaganda, per prendersi la rivincita sulle critiche, tanto "passata a nuttata" direbbero a Napoli, Pantalon dimentica tutto e continua a pagare. Io vorrei fare due domande. In termini pratici, reali, concreti e tangibili quali vantaggi presenti e futuri avrà un cittadino Veneto Lombardo e italiano dalle olimpiadi oggi e domani? E quali vantaggi hanno avuto quelle poche centinaia di persone, politici, imprenditori, amministratori e faccendieri che hanno gestito tutto? La proporzione tra le due cifre darà la misura del successo e per chi.
Luigi Gentilini
Caro lettore, posso capire che per i molti profeti di sventure che popolano il nostro Paese sia difficile riconoscere che le loro previsioni vengano smentite dai fatti. Talvolta però succede. Basterebbe un po' di onestà intellettuale per ammetterlo. E, nel caso delle Olimpiadi di Milano-Cortina, farlo magari anche con un pizzico di orgoglio. Ma una fetta dei nostri concittadini trova più gratificante compiacersi per gli insuccessi, che provare qualche soddisfazione se le cose vanno per il verso giusto. Che i Giochi invernali di Milano-Cortina siano stati un successo, non solo sportivo, lo ha riconosciuto la stampa internazionale, anche quella solitamente avara di riconoscimenti verso l'Italia. Le cito alcuni casi. Secondo l'agenzia Reuters, l'effetto diretto e indiretto dei Giochi contribuirà alla crescita economica delle aree coinvolte già nel biennio 2026-2027, con un incremento della produzione locale stimato fino a oltre 2, 5 miliardi di euro nella sola area milanese. Il Financial Times ha sottolineato come Milano-Cortina abbia rappresentato un caso virtuoso di equilibrio tra investimento pubblico e ritorno privato. Anche il severo The Economist ha messo in risalto il modello italiano di partenariato pubblico-privato, definendolo «un test di credibilità per il Paese».












