Il pattinatore Ilia Malinin cerca invano lo sguardo del padre-allenatore Roman Skorniakov, chino con le mani nei capelli dopo il suo ottavo posto. Maria Rosa “Ninna” Quario, ex sciatrice e madre della campionessa Federica Brignone, critica la convocazione della sedicenne Giada D’Antonio, difesa dalla mamma e mental coach Sandra Gonzalez. La curler Rebecca Mariani viene chiamata in squadra dal papà Marco, direttore tecnico della nazionale, al posto di Angela Romei, per cui scatta la petizione di protesta sottoscritta anche da Monica Dalus, madre della medagliata Stefania Constantini. Foto dall’album di famiglia di Milano Cortina 2026: «Un’edizione caratterizzata da un vistoso incremento della presenza femminile, ma anche da dinamiche familiari in cui diventa cruciale la cura della salute mentale», osserva Francesca Stecchi, consigliera segretario dell’Ordine degli psicologi del Veneto, per cui è coordinatrice del gruppo di psicologia dello sport.

Come va letto il caso Malinin?

«Come un esempio di proiezione dei genitori sul figlio. Non solo il padre, ma anche la madre (Tatiana Malinina, ndr.) è stata un’olimpionica di pattinaggio. In queste situazioni, è molto probabile che i desideri magari irrealizzati degli adulti si riflettano sul ragazzo, con comportamenti controllanti che ne limitano l’autonomia e ne condizionano le scelte».