Alle Olimpiadi ci si può inginocchiare davanti alla più forte o a chi ha faticato più di tutte per arrivare al traguardo.
Federica Brignone e Regina Martinez hanno più differenze che punti in comune, a partire dallo sport praticato: sci alpino per la valdostana, di fondo per la messicana. E se l'azzurra ha dovuto lottare per rialzarsi da un infortunio devastante e vincere, la dottoressa 33enne che lavora a Miami ha fatto i turni di notte negli ambulatori e arrotondato come dog sitter per essere al lago di Tesero, impegnata in una disciplina scoperta a 27 anni e che in Florida è piuttosto complicato praticare.
Il 15 febbraio Brignone, stravinto il secondo oro in gigante, ha trovato la svedese Sara Hector e Thea Louis Stjernesund in ginocchio a riconoscere un'impresa da storia dello sci. Il 12, mentre la valdostana vinceva il supergigante davanti a Mattarella, Martinez concludeva 108/a e ultima la sua 10km a tecnica libera. All'arrivo è stata applaudita dalle tre medagliate, le svedesi Frida Karlsson ed Ebba Andersson e l'americana Jessie Diggins. La statunitense, che a fine stagione chiuderà una carriera in cui ha vinto tutto, si è chinata e le ha tolto gli sci.
Dentro due storie di fair play agli antipodi si raccolgono i tanti gesti di correttezza verso gli avversari visti su tutti i campi di gara. Se è vero che l'importante è partecipare, bisogna anche che ci sia qualcuno che ti aiuta a farlo. Lo sa la pilota australiana Sarah Blizzard, che a St. Moritz ha prestato il suo bob a 2 all'olandese Dave Wesselink per permettere a lui e al frenatore Jelen Franjic di arrivare ottavi e ottenere il requisito richiesto dalla federazione olandese per qualificarsi ai Giochi. Un bob che si era comprata facendosi prestare i soldi dai familiari. Giusto così, visto che le Olimpiadi di bob si sono disputate su una pista intitolata a Eugenio Monti, il Rosso volante che nel 1964 prestò ai britannici un bullone in sostituzione di quello rotto permettendogli così di batterlo. E che poi, con i suoi meccanici, riparò il bob danneggiato dei canadesi (e anche loro furono d'oro, con l'italiano terzo).









