Due bracieri, due città, un’unica Olimpiade. A Milano e Cortina, l’Italia accende il fuoco dei Giochi e i nomi che circolano con più insistenza riguardo agli ultimi tedofori sono quelli di Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, tre ori olimpici a testa, simboli assoluti dello sci azzurro degli anni Novanta. Se così fosse, sarebbe un passaggio di testimone carico di memoria e significato.
Compagnoni e Tomba per accendere i bracieri olimpici: che valore avrebbe?
«Sarebbe un’emozione enorme. Non tanto a livello personale, quanto simbolico. L’accensione del braciere rappresenta il viaggio, la storia, l’unione di un Paese intorno allo sport».
Lei ha vissuto l’Olimpiade anche da ambassador. Cosa le resta di questo percorso?
«Soprattutto il viaggio della Fiamma. È uno dei momenti più belli: attraversa tutta l’Italia, porta messaggi legati ai valori dello sport, che possono essere utilizzati anche nella vita quotidiana. È stato molto importante soprattutto per i giovani e per i bambini».














