E venne la notte del fuoco che moltiplica sé stesso: l’ultimo tedoforo sono tre (in due città), non è mica una fiaccola, è un falò. Emozionatissimo Alberto Tomba che stringe la torcia con Deborah Compagnoni, pronostici rispettati, e insieme la consegnano al braciere leonardesco a Milano.
(afp)
Mentre a Cortina è Sofia Goggia a incendiare le Olimpiadi ricevendo la fiamma da Gustav Thoeni che sembra inghiottire lacrime, mai è stato più eloquente in vita sua. Poco prima, nello stadio “Meazza” era stato toccante rivedere Franco Baresi (forza capitano!) con Bergomi, cedere il fuoco alle ragazzi e ai ragazzi della memorabile pallavolo azzurra.
(afp)
Sembra solo una fiammella, un fuocherello da niente, e invece. È una lucciola romantica come nelle notti d’estate, è il faro che sulla sommità della scogliera indica la strada al marinaio. La lucentezza e lo splendore, è il fuoco che ti porti dentro, il fuoco che scalda la notte, e che contrasto col ghiaccio di questi Giochi, in un inverno che a volte sembra non finire mai. La portano i ragazzi, quella luce, per questo conta.











