Sei ori su dieci. Anzi, sette se si allarga lo sguardo alla staffetta mista dello short track. Numeri che non sono aritmetica, ma identità.
A firmarli sono Federica Brignone, Francesca Lollobrigida, Lisa Vittozzi, la coppia Andrea Voetter-Marion Oberhofer, e ancora Arianna Fontana con Elisa Confortola e Chiara Betti. Milano Cortina parla la lingua delle donne. E lo fa con accento deciso. Sette febbraio, primo giorno di medaglie ai Giochi di Milano Cortina 2026.
Francesca Lollobrigida, doppio oro
L’Italia non studia, colpisce. A rompere il ghiaccio è Lollobrigida: tremila metri di potenza e grazia, poi il bis nei cinquemila. Pattina come se ogni giro chiudesse un conto col destino. Sul traguardo solleva Tommaso, suo figlio. L’immagine va oltre il cronometro: è la maternità che non arretra, che non si nasconde, che vince. Qualche giorno dopo la montagna si inchina a Brignone. SuperG e gigante: doppietta. Ma sotto l’oro c’è la cicatrice di una gamba devastata, un letto d’ospedale, 315 giorni prima solo dolore. Oggi dominio. Come fece Alberto Tomba nel 1988, anche lei piega il limite. Non è solo tecnica: è volontà feroce.
Lisa Vittozzi








