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22 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 17:02
Per l’Italia sono state delle Olimpiadi invernali da record: la spedizione azzurra ha chiuso i Giochi casalinghi di Milano-Cortina 2026 con 10 ori e 30 medaglie complessive. Doppia cifra tonda che vale la storia, perché tutti i primati di Lillehammer ’94 sono stati stracciati da questa edizione. I volti di questa impresa sono quasi tutti femminili. Il doppio oro di Federica Brignone nello sci alpino, l’altra doppietta di Francesca Lollobrigida nel pattinaggio di velocità. Il trionfo di Lisa Vittozzi nell’inseguimento del biathlon, quella della coppia Voetter-Oberhofer nello slittino. E poi Arianna Fontana, che ha raggiunto quota 14 medaglie olimpiche, come nessuno mai nella storia dello sport italiano. Il suo oro lo ha ottenuto nella staffetta mista di short track. Gli altri tre sono quelli “al maschile”: la coppia Rieder–Kainzwaldner sempre nello slittino, gli uomini azzurri dell’inseguimento nel pattinaggio di velocità e poi Simone Deromedis nello ski cross.
A rendere ancora più straordinaria l’Olimpiade azzurra, dal punto di vista del movimento sportivo, è la multidisciplinarietà delle medaglie. I 30 podi infatti sono arrivati da ben 10 discipline diverse. Solo gli Stati Uniti (11) e la Germania (9) sono al livello dell’Italia. Entrando nello specifico, il maggior contributo lo hanno dato pattinaggio di velocità e sci alpino (5 medaglie a testa) grazie appunto a Lollobrigida e Brignone. Lo speed skating del dt Maurizio Marchetto vince il medagliere interno con tre ori e due bronzi. Se a questi si aggiungono le 4 medaglie dello short track, disciplina parente, ecco che emerge come il ghiaccio milanese da solo abbia contributo a un terzo delle medaglie azzurre (c’è anche il bronzo nel team event dell’artistico). Le nostre frecce sui pattini, che sia pista corta o pista lunga, meriterebbero ora dei veri impianti all’altezza. A Milano e non solo.









