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6 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 8:06

Confermare la crescita che l’intero movimento sportivo italiano, ed in particolare quello invernale, ha dimostrato negli ultimi anni ed edizioni olimpiche. Migliorare, se possibile, il risultato di Pechino 2022. Con un sogno nel cassetto, neanche troppo nascosto o irraggiungibile: battere in casa lo storico record di Lillehammer ’94, cioè sfondare la fatidica quota delle 20 medaglie olimpiche.

È questo il grande obiettivo con cui l’Italia arriva ai Giochi di Milano-Cortina 2026, dove si disputeranno 116 gare in 16 sport, mai così tante: basti dire che a Torino 2006, dove l’Italia chiuse con 5 ori e 11 podi totali, furono 84 eventi in 7 discipline, un aumento del 40% in 20 anni. La spedizione azzurra è profonda, caratteristica tipica del nostro movimento che non lascia indietro nessuno o quasi (a scapito magari di qualche eccellenza). Siamo competitivi in tante discipline, non tutte perché proprio negli sport invernali rimangono alcuni buchi strutturali (hockey, salto con gli sci e combinata nordica su tutti). Ma comunque, complice anche il fattore casa, le possibilità di medaglie sono tantissime. Un po’ meno forse quelle di vittoria, e questa però non è una differenza banale alle Olimpiadi, dove basta un oro in più o in meno per scalare diverse posizioni nel medagliere, indipendentemente dal numero di podi e dal bilancio complessivo dell’edizione. Perciò il ritorno nella Top 10, che manca proprio da Torino 2006, è un risultato relativo, che dipenderà da una serie di combinazioni e dall’andamento degli altri Paesi. Meglio allora concentrarsi su se stessi.