CORTINA D’AMPEZZO (BELLUNO) - In dieci mesi Federica Brignone è passata dal terribile infortunio al doppio oro. Ma tra lo scorso aprile e questo febbraio, le date-chiave della “Tigre” che curiosamente coincidono anche con la pubblicazione e l’aggiornamento dello studio “L’Italia unisce il mondo” di Banca Ifis, è cresciuto pure il rilievo di Milano Cortina 2026: dalle aspettative di allora allo svolgimento in corso, le Olimpiadi hanno dimostrato «la forza generativa dello sport». Un settore in cui le aziende credono e investono, con una prospettiva di ulteriore consolidamento in occasione delle prossime Paralimpiadi.
Se n’è parlato ieri a Cortina Dolomiti Lounge, durante la registrazione di “Valori in campo”, il vodcast di Dazn dedicato al profilo economico e sociale dello sport, ospiti Raffaele Zingone (condirettore generale di Banca Ifis) e Stefano Longo (presidente di Fondazione Cortina), nonché il campione di casa Kristian Ghedina. In attesa del consuntivo al termine dell’evento, per il momento la ricerca conferma la stima dell’impatto economico pari a 5,3 miliardi (di cui 1,1 di spesa immediata e 1,2 di spesa differita sul territorio, più 3 miliardi di lascito infrastrutturale), con 3 miliardi di spettatori globali e 2,5 milioni di visitatori tra Veneto, Trentino Alto Adige e Lombardia. Rispetto alla prima stesura, invece, gli sponsor salgono a 55 e i relativi ricavi a 500 milioni. «La collaborazione pubblico-privato ha consentito di rafforzare il finanziamento dell’evento, con gli italiani favorevoli alla collaborazione con le imprese», osservano gli analisti, citando i risultati di 240 interviste a un campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. «Quanto ritieni importanti gli sponsor aziendali per la realizzazione di grandi eventi come Milano Cortina 2026?»: a questa domanda, il 46% risponde «abbastanza importanti» e il 26% «molto importanti». Altro interrogativo: «Qual è la motivazione principale di un’impresa nel sostenere Milano Cortina 2026?». Se il 50% dichiara che si tratta meramente di «marketing e visibilità», la restante metà è composta da un 42% di «passione genuina per lo sport e l’impatto sociale» e da un 8% di «responsabilità sociale d’impresa e sostegno alla comunità».












