Il "vile odio" diffuso sui social e la "insormontabile pressione". Così Ilia Malinin, il pattinatore statunitense "Dio dei quadrupli", racconta sui social la sua versione sul crollo che venerdì scorso lo ha portato dall'essere il super favorito per l'oro a chiudere solo ottavo la gara di pattinaggio artistico maschile.

"Sul palcoscenico più grande del mondo, coloro che sembrano i più forti potrebbero ancora combattere battaglie invisibili dentro di sé", scrive Malinin su Instagram a corredo di un video che intervalla le immagini delle sue lacrime di venerdì a Milano-Cortina con quelle sorridenti dei grandi successi che a solo 21 anni ha già collezionato.

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"Persino i ricordi più felici possono finire macchiati dal rumore. Il vile odio online attacca la mente e la paura la attira nell'oscurità, non importa quanto ci si sforzi di rimanere sani di mente, nonostante l'infinita e insormontabile pressione. Tutto si accumula mentre questi momenti ti scorrono davanti agli occhi, con il risultato di un inevitabile crollo. Questa è la versione della storia", spiega Malinin.