Ha infranto le leggi della fisica, lui primo tra gli umani ad atterrare sul ghiaccio dopo serie inedite di salti.

Alcune stelle dello sport del resto sono nate per trionfare, altre per trascendere: Ilia Malinin è uno di questi. Perché l'astro americano del pattinaggio di figura, nato in Virginia il 2 dicembre 2004 da genitori russi e più volte campioni sotto le bandiere dell'Uzbekistan, è il primo, e unico, ad aver eseguito un quadruplo Axel. E ora il re dei pattini arriva a Milano Cortina per prendersi, dopo due titoli mondiali, anche l'oro olimpico: del resto il giovane Ilia per tutti è il 'Dio dei quadrupli' e QuadGod è anche il suo nickname (lo ha scelto dopo aver completato il più difficile, l'axel).

Arrivato da due giorni a Milano è una delle star del Team Usa: ha già fatto le prove in passarella con le divise americane (dal cappotto bianco con alamari over size alle tute in cui non manca il blu e rosso), ma soprattutto ha testato il ghiaccio della Ice skating Arena. Naturalmente lasciando i fortunati spettatori a bocca aperta: "Sono le mie prime Olimpiadi - ha detto - e voglio lasciare un segno indelebile". L'americano nel suo trionfale avvicinamento ai Giochi ha reinventato le regole del pattinaggio riuscendo a completare in un unico programma sette quadrupli e un salto mortale all'indietro (la capriola l'ha provata anche a Milano). Oltrepassare il limite è la specialità della casa del giovane talento che a chi gli chiede come sia possibile riuscire in un'impresa simile Malinin ha risposto ridendo: "Il corpo umano può fare cose incredibili. E credo di essere una di quelle. Pensano che siamo dei robot - ha aggiunto, con quella spavalderia che non nasconde - siamo atleti, e questo richiede forza mentale, agilità e resistenza. E tutto deve sembrare molto naturale".