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11 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 10:05
Guardate questo foto e guardate la fatica per un’azione dinamica che dura un soffio, eppure sembra eterna. C’è un momento, nel pattinaggio artistico, in cui il rumore delle lame sul ghiaccio sembra spegnersi. È l’istante dello stacco. Un battito di ciglia in cui tutto si decide: quanto salirai, quanto girerai, come tornerai a terra. Il fenomeno statunitense Ilia Malinin, che ha già al collo la medaglia d’oro della gara a squadre con il magnifico bronzo dell’Italia ha trasformato quell’istante in un territorio inesplorato, aggiungendo mezzo giro alla storia di questo sport.
Il suo quadruplo axel non è soltanto una difficoltà in più. È un salto che amplia ai limiti la fisica del pattinaggio. Perché l’axel, a differenza degli altri salti, prevede il suo inizio in avanti. Significa partire guardando la direzione di marcia e chiedere al corpo di compiere quattro rotazioni e mezzo prima di atterrare all’indietro su un solo piede. In meno di un secondo. La straordinarietà non sta solo nel numero dei giri, ma nella qualità dell’equilibrio tra forze opposte. Per completare quattro rotazioni e mezzo serve tempo in aria. E il tempo, sul ghiaccio, si ottiene solo con l’altezza. Più in alto sali, più a lungo resti sospeso. Ma salire richiede un’esplosione muscolare che parte dalle caviglie, attraversa le ginocchia e si libera nelle anche. È una catena elastica che si carica e si scarica in un attimo.














