Beatrice Venezi parla della polemica che ha investito la sua nomina al Teatro la Fenice di Venezia. In un’intervista al quotidiano argentino El Clarin, la direttrice d’orchestra spiega: "Mi sono resa conto di essere nel mezzo di una questione politica, era come un modo per attaccare l'attuale governo: c'erano le elezioni nella regione Veneto, a cui appartiene Venezia. Inoltre, con l'aggravante di attaccare una lavoratrice, una donna. C'è molto machismo in Italia".

Venezi attacca: "Passato il momento difficile ho pensato: “Hanno paura del nuovo”. Non rischiano con progetti innovativi. Venezia ha bisogno di attirare un nuovo pubblico che arriva con il turismo. Gli abbonati attuali hanno più di 80 anni. Se non si prova a fare qualcosa di diverso nell'arte, dove farlo? Altrimenti i teatri diventano musei. Assumerò l'incarico a ottobre".

Parole che non sono piaciute al comitato Fenice Viva di Venezia, costituitosi a sostegno dei lavoratori del teatro contro la nomina di Venezi, che replica: "Falso che gli abbonati della Fenice siano tutti vecchi, pochi sono gli over 80". Il comitato, presieduto da Anna Messinis, esprime "disaccordo e preoccupazione" per le dichiarazioni che Venezi ha rilasciato al quotidiano argentino "El Clarin".