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Non si spengono le polemiche riguardo la nomina di Beatrice Venezi a direttrice musicale stabile del Teatro La Fenice di Venezia. Ad aprire lo stato di agitazione, un documento firmato dalle professoresse e dai professori dell’orchestra della Fenice che ne hanno chiesto “la revoca”. Poi nella serata di ieri lanci di volantini a teatro. La protesta non riguarderebbe solo la figura della Venezi, ma anche le modalità con cui è stata adottata la decisione. Secondo i dipendenti, l’iter che ha portato alla sua nomina è stato caratterizzato da mancanza di trasparenza e di confronto interno. Ma c’è chi avanza il sospetto che le contestazioni alla Venezi non siano divampate a causa di meriti artistici e professionali che le mancherebbero ma per le etichette politiche che le vengono appiccicate. Del resto, la brava direttrice musicale ha sempre difeso con coraggio le proprie idee (basti pensare alla questione delle quote rosa) e non ha mai nascosto la sua amicizia con la premier Giorgia Meloni.

"Beatrice Venezi paga il non appartenere al 'circoletto'. Ha più di 160 concerti sinfonici e 50 spettacoli d'opera all'attivo, è stata Forbes under30, ha codiretto Sanremo. È una professionista riconosciuta internazionalmente”, ha dichiarato in una intervista al Corriere della Sera Federico Mollicone, presidente di Fratelli d'Italia della commissione Cultura della Camera. L’esponente politico ha rincarato la dose affermando che sulla vicenda “la sinistra ulula solo perché Beatrice Venezi non ha tessere di partito".