L’eco della protesta contro la nomina di Beatrice Venezi alla direzione musicale de «La Fenice» non si spegne. Venerdì scorso è andato in scena a Venezia l’annunciato sciopero di orchestrali e coro che hanno fatto saltare la prima dell’opera Wozzeck di Alban Berg ma hanno suonato all’aperto in Campo Sant’Angelo. La contestazione anti-Venezi è prevedibilmente piaciuta a sinistrae su «Repubblica» ci ha pensato la penna di Concita De Gregorio a farne un’elegia in lode delle «più di mille persone (che) vanno ad applaudire l’orchestra che sciopera e suona per la gente». Insomma, sembra proprio che per l’ascoltatissima ex direttrice de «L'Unità» gli orchestrali de «La Fenice» facciano bene a protestare contro la nomina di una donna che ritengono inadeguata per curriculum e talento. Eppure sei anni fa De Gregorio non la pensava così sulla statura musicale di Venezi e in un articolo su «Robinson», inserto culturale di «Repubblica», l’aveva inserita nell’elenco di «storie formidabili (...) di ragazzi che si ostinano in quello in cui credono e che con il loro piccolo gesto cambiano l’orizzonte comune». La firma più amata dalla sinistra scriveva che «è una battaglia contro i pregiudizi anche quella di Beatrice Venezi, direttore d’orchestra donna in un mondo di di quanto le donne stiano conquistando, finalmente, anche l’area più maschile della musica: la direzione d’orchestra».