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Ultimo aggiornamento: 15:23

“Come Coordinamento FREE – Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica – comprendiamo l’urgenza del Governo di intervenire per ridurre il peso delle bollette elettriche per famiglie e imprese, come previsto dalla bozza di decreto recante ‘Misure urgenti di agevolazione tariffaria per la fornitura di energia elettrica e gas. Tuttavia esortiamo al contempo il Governo a riconsiderare alcune misure che, se confermate, rischiano di produrre effetti distorsivi sul mercato elettrico e di risultare incoerenti con gli obiettivi di decarbonizzazione e con i principi di corretta formazione dei prezzi”. Attilio Piattelli, presidente di Coordinamento Free, è parzialmente scettico sul decreto bollette. Che, a suo avviso, favorisce le fonti fossili a scapito delle altre.

Cosa pensate del meccanismo di rimborso ai produttori termoelettrici?

Il decreto introduce all’articolo 5 un meccanismo di rimborso ai produttori termoelettrici a gas dei corrispettivi della tariffa di trasporto del gas e, in aggiunta, di una quota riconducibile agli oneri ETS sostenuti per la produzione di energia elettrica. L’intervento appare finalizzato a ridurre il prezzo di mercato dell’energia elettrica – oggi fortemente influenzato dalla generazione a gas – anche con l’effetto di comprimere i ricavi delle fonti rinnovabili che operano, come le altre fonti in un quadro di mercato. La realtà però è un po’ diversa. Il rimborso dei costi legati al differenziale tra TTF (l’hub europeo del gas) e PSV (Punto virtuale di scambio) e del contributo ETS (Emissions Trading System) – oggi stimabili, più o meno, in circa 30 €/MWh – riduce artificialmente il costo variabile della generazione a gas, con il rischio concreto di aumentarne l’utilizzo nell’ordine di merito per la formazione dei prezzi in borsa. Si crea così un incentivo implicito a favore di una fonte fossile proprio mentre il sistema energetico europeo è impegnato in un percorso di progressiva decarbonizzazione. Sebbene il decreto preveda una verifica del pieno trasferimento dei rimborsi nelle offerte di vendita, non vi è certezza che l’intero beneficio si traduca in una effettiva e stabile riduzione del prezzo all’ingrosso. Il rischio è quindi quello di intervenire sui costi senza avere garanzie certe sull’effettivo vantaggio per i consumatori finali.