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17 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 6:00

Eliminare gli oneri legati al trasporto del gas e al pagamento delle quote europee di emissione dai bilanci dei produttori di elettricità, rimborsandoli per la spesa sostenuta. E addossarla ai consumatori, caricandola sulle bollette elettriche. Che però a conti fatti risulteranno comunque più leggere. È il cuore del decreto bollette atteso in Consiglio dei ministri mercoledì dopo mesi di tira e molla. La misura da cui dovrebbe derivare il maggior risparmio per imprese e famiglie. Il meccanismo previsto dall’articolo 5 della bozza in circolazione è però ad alto rischio, visto che tocca il funzionamento dell’Emission trading system (Ets), la cui regolazione è di competenza europea. Per procedere lungo quella strada serve la preventiva autorizzazione di Bruxelles. Che non pare ben disposta: la scorsa settimana la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha difeso l’Ets – nello stesso giorno in cui Confindustria ne chiedeva la sospensione – ricordando che tariffe di rete e tasse pesano spesso di più, sul prezzo finale, rispetto al costo delle quote, che puntano a far pagare chi inquina. Non è l’unica grana per Giorgia Meloni, che inizialmente contava di varare il provvedimento la scorsa estate: dai produttori di energia a pmi e associazioni consumatori, il testo sembra scontentare tutti.