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Ultimo aggiornamento: 8:07
Il decreto Bollette atteso da mesi approda oggi in consiglio dei ministri, ma martedì pomeriggio i tecnici del ministero dell’Ambiente erano ancora al lavoro con Palazzo Chigi per limare il testo definitivo. Basta questo per capire quanto complicato si stia rivelando per il governo Meloni intervenire per ridurre gli esborsi di famiglie e imprese senza scontentare i tanti interessi in gioco e senza rischiare una bocciatura della Commissione europea su uno dei punti chiave del provvedimento, l’eliminazione della tassa europea sulle emissioni a carico dei produttori di elettricità da gas. Mossa “terribile” secondo Michele Governatori, docente di economia applicata ed esperto senior energia del think tank indipendente sulla transizione energetica ECCO.
Domanda. Partiamo dal problema di fondo: perché in Italia i prezzi dell’elettricità sono ben superiori rispetto alla media Ue?
Risposta. Soprattutto perché per produrre quell’energia usiamo molto più degli altri il gas. L’anno scorso abbiamo prodotto da rinnovabili il 41% dell’energia: stiamo rimanendo indietro rispetto a Germania, Spagna, Gran Bretagna. Sia questo governo sia i precedenti hanno deciso di mantenere il gas come fonte strategica per l’approvvigionamento energetico. Oggi, con gli Usa diventati protagonisti del mercato globale come principali esportatori di gnl via nave, questo è molto rischioso – Donald Trump può usarlo come arma – ed è costoso. Il mercato dell’elettricità, come tutti i mercati, funziona con il sistema del prezzo marginale, in cui il costo finale è determinato dalla fonte più costosa: quindi, se non riesci a rinunciare a una fonte costosa, il prezzo finale si fa su quella.












