Il Governo lavora al decreto bollette. Nel pomeriggio di lunedì 16 febbraio la premier Giorgia Meloni, i vice Tajani e Salvini e il leader di Noi moderati Maurizio Lupi hanno partecipato a un vertice di maggioranza. Il provvedimento potrebbe approdare, ma il condizionale è d’obbligo, sul tavolo del Consiglio dei ministri mercoledì 18 febbraio. A palazzo Chigi è giunto anche il ministro Giorgetti. Da limare ancora alcuni aspetti, spiegano fonti di centrodestra, che riguardano soprattutto l’articolo 3 del provvedimento, quello con “Disposizioni urgenti per promuovere la contrattazione di lungo termine della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili da parte delle imprese”. Interlocuzioni sarebbero in corso anche con alcune Regioni.

Le interlocuzioni con le Regioni

Forza Italia, in una riunione a cui ha partecipato tra gli altri anche il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, assicura «uno sforzo massimo» affinché il provvedimento abbia «impatti immediati, sia sulle famiglie sia sul sistema imprenditoriale, vessati da un prezzo delle bollette eccessivamente alto». C’è «priorità assoluta» dicono gli azzurri che premono per accelerare, in sede europea, la revisione del sistema Ets, che «è molto penalizzante». Ma Bruxelles potrebbe porre un veto. Anche dalla Lega non ci sarebbero obiezioni. Nelle interlocuzioni con le Regioni, comunque, ci sarebbe anche un confronto con la Lombardia, che ha molte centrali con concessioni idroelettriche.