Il “Bridge To Transplant” si riferisce ad un sistema meccanico impiantato temporaneamente in un paziente in lista di attesa per il trapianto di cuore, quando la sola terapia medica non è in grado di mantenere condizioni di stabilità. L’impianto di un sistema meccanico ha lo scopo, in questo caso, di evitare il peggioramento delle condizioni cliniche e di compenso delle conseguenze di una lunga attesa.

Un supporto al trapianto

Tutto il nostro organismo funziona grazie a una pompa cardiaca che invia sangue ossigenato ai tessuti e agli organi. Rene, fegato, muscoli se non vengono perfusi adeguatamente vanno incontro a fenomeni di insufficienza essi stessi. A questo punto, se dobbiamo trapiantare un paziente che, oltre all’insufficienza cardiaca avanzata, presenta insufficienza renale e grave cachessia cardiaca, il trapianto diventa assai rischioso, perché viene condotto in una condizione estremamente sfavorevole in questo caso non solo si mette a rischio la vita del paziente, ma la sopravvivenza stessa dell’organo trapiantato. Infatti, è necessario operare affinché il risultato del trapianto sia favorevole non solo per il singolo paziente ma anche nei riguardi di tutta la comunità dei pazienti in lista. Proprio per evitare il rischio di depauperamento di tutte le risorse dell’organismo in conseguenza dell’insufficienza cardiaca, è giusto ricorrere a questi sistemi di supporto meccanico al circolo, comunque definiti, che ci permettono di stabilizzare le condizioni del paziente, mantenergli la qualità di vita, mantenergli la funzione degli organi periferici, mantenere la sua condizione di riserva dell’organismo e affrontare nelle migliori condizioni un intervento di trapianto di cuore; e anche se sarà un re-intervento, questo non comporterà rischio aggiuntivo maggiore rispetto a quello di affrontare un trapianto pur senza aver fatto l’impianto precedente, ma avendo ormai esaurito tutte le riserve dell’organismo.