Si parla anche della possibilità di un cuore artificiale per il piccolo ricoverato a Napoli. E tra le ipotesi si fa strada anche quella dell’impiego del cosiddetto “Berlin Heart”. Di cosa si tratta? Sostanzialmente di un dispositivo di assistenza ventricolare (VAD) meccanico extracorporeo, sviluppato in Germania per pazienti con grave insufficienza cardiaca, compresi i bimbi più piccoli. In questo modello, approvato per l’uso su pazienti di ogni età e dimensione, le pompe sono poste esternamente al paziente. Grazie a camere trasparenti collegate al cuore si genera un flusso di sangue imitando il battito naturale. L’obiettivo è fornire un supporto per la sopravvivenza e il mantenimento in vita in attesa di trapianto per i bambini che hanno gravissime insufficienze cardiache.
In questo, caso, insomma, l’obiettivo è più in generale quello del “ponte”, nella logica del cosiddetto “Bridge To Transplant”. Si tratta di un sistema meccanico impiantato temporaneamente in un paziente in lista di attesa per il trapianto di cuore, quando la sola terapia medica non è in grado di mantenere condizioni di stabilità. L’impianto di un sistema meccanico ha lo scopo, in questo caso, di evitare il peggioramento delle condizioni cliniche e di compenso delle conseguenze di una lunga attesa.













